Cagnetta con cuccioli lasciata nel degrado a Villaspeciosa: “Perchè il Comune non interviene?” Casteddu On line

Carissimi,
da vostra affezionata lettrice vi scrivo questa volta, anziché leggervi come faccio di solito, per raccontarvi una storia di abbandono, di animale e di cittadino. Abito in un piccolo paese, Villaspeciosa, dove ormai da diverso tempo, si segnala, spesso per vie non istituzionali, la piaga dei cani randagi che vagano liberi per il paese e per la campagna. Di recente il problema ha colpito da vicino il mio quartiere, dove, qualche giorno fa, si è stabilita in un terreno recintato, ma non edificato, una cagna coi suoi tre cuccioli. Vicino al terreno ci sono diverse abitazioni e nella zona abitano molti bambini. Il cane ha preso possesso del terreno al punto che è arrivato ad inseguire molte persone che transitavano li vicino col proprio cane o a ringhiare chiunque si avvicinasse. I nostri figli giocano proprio li vicino, non potrebbero fare altrimenti visto che il terreno è  davanti a casa nostra… La situazione è diventata ancora più pesante quando ogni volta che si usciva dal cancello di casa la cagna usciva dal proprio terreno ad abbaiarci contro. Ognuno difende i suoi cuccioli, noi abbiamo difeso i nostri, quelli d’uomo, e abbiamo aspettato che il cane uscisse per chiudere il terreno e non farlo più rientrare. Questo gesto però ci addolora molto, perché capiamo le esigenze di una mamma con tre cuccioli da sfamare e da proteggere, sentiamo la paura di quella cagna che è semicieca, pelle e ossa e probabilmente anziana, e ci fa rabbia lo stato di abbandono in cui ci ha lasciati il nostro sindaco rispetto alla situazione in cui ci troviamo. Si, perché ovviamente, quando ci siamo trovati in questa situazione la prima cosa che abbiamo fatto è stato avvertire prima verbalmente il Comune e poi mandare allo stesso alla polizia locale e alla Asl una pec . Nessuna risposta è seguita, a parte quella verbale dove ci si dice che il canile è pieno ma nel frattempo si puo’ provare con l’adozione dei cuccioli. Allora mi chiedo io, come si può caricare un cittadino di un simile onere? Come si può pretendere che si mettano in adozione tre cuccioli se non si sa nemmeno se la mamma è chippata e se ha quindi un proprietario che magari la cerca o magari l’ha abbandonata e in questo caso va cercato? Alla mia richiesta di verificare il chip del cane non è seguita nessuna risposta alla mia richiesta di prelevare il cane, non è seguita nessuna risposta, alla nostra richiesta di aiuto è seguito solo un frustrante silenzio. Quei cuccioli e quella mamma continuano a tornare nella nostra via, hanno fame, hanno paura  e noi non riusciamo a fare nulla per loro, ed è per questo che vi scrivo, perché sento la profonda ingiustizia  che si prova davanti ad un essere vivente che non viene considerato tale, sia esso animale sia esso umano, perché assisto all’indifferenza più sorda delle istituzioni nei confronti della propria gente, la stessa che gli ha permesso di salire nella poltrona dove comodamente siedono. Vi giuro che ho chiamato tutti, i canili mi dicono che dev’essere la polizia locale a chiamarli, le associazioni mi dicono di non avere più posto, l’Enpa nemmeno risponde al telefono. E allora chiamo voi, perché sono certa che quando un problema si condivide questo diventa collettivo, perché sicuramente non si tratta di un caso isolato quello che io e il mio vicinato stiamo vivendo, ma di una piaga che ogni estate si ripresenta più forte delle precedenti. Vi chiedo, per favore, di dare visibilità alla questione, voi che potete, voi che si, sedete su delle poltrone probabilmente, ma che non hanno certo il profumo dell’indifferenza di quella sulla quale siede il nostro sindaco.
Grazie anche solo per avermi letto.

Un caro saluto

Irene

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