La rabbia di Marco, pensionato disabile sardo: “Bolletta dell’energia da 26 euro ma il contatore è staccato” Casteddu On line

È pensionato, disabile – “tra il 67 e il novantanove per cento, disabilità medio-grave riconosciuta a causa di varie patologie quali ernie del disco, fratture al piede procurate durante dei lavori e anche leucemia”, ha sessantotto anni e, da tempo, vive nella casa della compagna a Sassari. E sin qui tutto bene, una vita come molte altre: peccato però che Marco Tola, nato a Cagliari ma residente da anni nel nord dell’Isola, “nella mia vita ho lavorato come commesso in un negozio prima di aprirmene uno tutto mio, prendo novecento euro al mese di pensione”, ogni mese debba pagare un tot di euro che, secondo lui, non dovrebbe pagare: “Ventisei al mese di bolletta elettrica per il mio appartamento di Tempio Pausania che, però, è disabitato. Ho anche staccato il contatore, ci vado ogni tanto ma sempre di giorno, dunque non accendo mai nessuna luce”, spiega, contattato da Casteddu Online, il pensionato sardo. Il tema è quello degli “extra inaspettati” ma non troppo che finiscono dentro le bollette dell’energia elettrica, facendo schizzare il totale sino, spesso, a cifre da infarto.

 

“Qualche volta ho riattaccato la corrente nella mia casa, solo per accendere la tv o il computer. Ebbene”, afferma Tola, “da ventisei gli euro sono diventati anche quarantasei, tutto per pochi kilowatt. Ho chiamato la società che gestisce il mio contatore per chiedere spiegazioni, mi è stato risposto che devo pagare per l’affitto di quel contatore che è sempre spento. Ma stiamo scherzando?”, sbotta, “i miei consumi, certificati anche nelle bollette, sono sempre di zero kilowatt ed è confermato anche dalle varie letture fatte. Non so più cosa fare”.

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